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Gli esperti in materia illuminotecnica concordano sul fatto che la carenza di
visione all'ingresso delle gallerie è dovuta all'effetto "buco nero" creato dal
grande divario di illuminamento esistente tra la zona esterna illuminata dal
sole e quella interna alla galleria, illuminata da lampade elettriche.
La ragione scientifica dell'effetto "buco nero" risiede nel ritardo della pupilla
ad adattarsi a condizioni di luce improvvisamente diminuite. L'adattabilità
della pupilla è infatti migliore nel caso di aumento improvviso della luce. Per
questa ragione lo sbalzo che si riscontra all'uscita dal tunnel crea meno
problemi di quello che si ha all'entrata.
Allo scopo di eliminare tale divario sono stati aumentati nel corso degli anni
sia il numero sia l'efficienza delle lampade elettriche. Tuttavia i risultati sono
nella maggior parte dei casi insufficienti.
L'introduzione delle lampade "counter-beam" sopperisce alla insufficienza
della luminanza dell'ostacolo, data dall'illuminamento elettrico simmetrico,
aumentandone il contrasto. Tale soluzione fornisce buoni risultati dal
momento in cui l'occhio del guidatore non è più direttamente colpito dalla luce
del sole, una volta entrato nella zona d'ombra esterna alla galleria.
Nel tratto di ingresso (threshold zone) ed in quello di passaggio (transition
zone) tra la zona di ingresso e la zona interna della galleria, si dà però il caso
di una generale insufficienza di illuminazione, specialmente nelle giornate più
soleggiate.
Anche l'illuminazione "counter-beam" è infatti insufficiente per evidenziare
l'ostacolo che si trova nel tratto - spesso molto breve - compreso tra l'inizio
della zona d'ombra ed il primo tratto entro il tunnel. In tale zona nessun tipo di
illuminazione artificiale elettrica potrebbe ragionevolmente arrivare a valori
vicini a quelli dati dall'illuminazione solare.
In ogni caso, quando si vogliano raggiungere dei buoni risultati per via
elettrica, ancorché necessariamente parziali ed insufficienti, si devono
mettere in gioco potenze molto grandi ed installare un grande quantità di
lampade.
La soluzione "UDB" consente alla luce del sole di rimediare, in modo
semplice e naturale, ai problemi che essa stessa crea.
L'impiego del sistema UDB mette a disposizione una sorgente di luce
estesa, variabile - in modo assolutamente proporzionale all'intensità
della luce del sole in ogni istante - da 0 a 3.620.000 lumen circa.
Si tratta inoltre di una sorgente di luce che, a differenza di tutte le
sorgenti artificiali, non conosce decadimento nel tempo.
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